Team Building Outdoor

La formazione del personale aziendale oggi ha un forte valore e riconoscimento nel lavoro. A volte si rende utile fare formazione anche al di fuori dell'azienda. Proprio per questo motivo si utilizza il termine team bulding outodoor ovvero la costruzione del gruppo fuori porta, all'aperto.
Il mondo aziendale e quello militare hanno molto in comune. Alcune attività utilizzate nella formazione aziendale sono prese in prestito dall'addestramento militare. Teamworking, leadership, concentrazione e preparazione continua, tensione per il raggiungimento dell'obiettivo, sono alcuni elementi che l'azienda ritrova nel contesto militare.

Il minimo comune denominatore? Non è possibile ottenere nulla senza sforzo, senza sacrificio nè volontà. Le grandi "imprese", le prestazioni elevate, possono essere raggiunte solo attraverso comportamenti di rigore e disciplina. Il soldato che sostiene lunghi e faticosi addestramenti per prepararsi all'azione adotta e applica i medesimi riferimenti valoriali del manager o dell'imprenditore che rivede per l’ennesima volta un progetto, studiando nuove proposte e strategie per far crescere la sua azienda e il suo business.

Attraverso la pratica del softair è possibile sfruttare al massimo tutti questi valori, soprattutto effettuando attente valutazioni all'inizio delle attività e al termine, anche grazie alla compilazione di un report in collaborazione con il responsabile dell'attività aziendale.

Obiettivi del Corso

Il corso verrà utilizzato per rafforzare il brand e la reputation aziendale. L’utilizzo degli strumenti web offrirà al sito aziendale un indubbio beneficio SEO. All’azienda verrà fornito un rapporto completo delle dinamiche generate dal corso, dei punti forza, delle aree di miglioramento; Questo seminario esperienziale è concepito per sviluppare lo spirito di squadra utilizzando la metafora del softair. I partecipanti saranno condotti attraverso un percorso che li porterà da un fase iniziale improntata all’individualismo, all’individuazione dei leader, alla formazione del team, alla gestione della delega, all’assunzione delle responsabilità, al processo di apprendimento, al miglioramento continuo.

1. ADDESTRAMENTO

  • 1.1 Expectations

    Prima dell’inizio del corso, i partecipanti compileranno un questionario che evidenzierà le loro aspettative sulla giornata di formazione.

 

  • 1.2 Individuazione dei rischi

    In questa fase verranno fornite le informazioni necessarie per rendere consapevoli i partecipanti dei reali rischi che corrono nell’affrontare l’esperienza proposta. Tale passaggio è estremamente importante perchè l’obiettivo è quello di instaurare negli allievi un senso di disagio che li renda moderatamente preoccupati per la propria incolumità.

 

  • 1.3 Briefing di addestramento

    Movimento sul campo, uso delle armi, dei sistemi di sicurezza e di protezione individuale.

 

  • 1.4 Esercitazione di tiro

    Durante questa attività i partecipanti si troveranno a dover utilizzare le armi e soprattutto a spostarsi sul campo di gioco in modi non convenzionali, strisciando sui gomiti o silenziosamente. Questo addestramento trasformerà in esperienza diretta ciò che è stato illustrato nel briefing di addestramento al punto 1.3. La necessità di strisciare per terra e ed utilizzare l’arma dal punto di vista psicologico porterà i partecipanti definitivamente fuori dall’area di comfort, dando seguito a quel processo innescato con l’individuazione dei rischi illustrata al punto 1.2.

 

2. EXPERENTIAL

  • 2.1 Briefing Mission Zero

    Verrà illustrata a tutti i partecipanti la missione e verrà fornita loro la mappa del campo di gioco (documento imperfetto, fornito dall’intelligence e da verificare sul campo). La missione verrà contestualizzata in un racconto che servirà per ambientare il gioco, tale racconto sarà il filo conduttore anche delle successive missioni.
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  • 2.2 Mission Zero “Game Over”

    L’obiettivo potrà consistere nel bonificare dal nemico ed occupare un’area all’interno della quale sono custodite informazioni o imprigionati ipotetici ostaggi. Qualora l’obiettivo non fosse conquistato con successo i partecipanti potrebbero usufruire ad esempio di un ristoro scarso (razioni K). Simili condizioni forniranno ai partecipanti una forte motivazione nel raggiungere l’obiettivo. La fornitura delle mappe a tutti i partecipanti e la mancanza di indicazioni davvero esaustive sulla costruzione ed organizzazione delle squadre favorirà gli individualismi e renderà estremamente difficile la conquista dell’obiettivo.
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  • 2.3 Ristoro

    Il ristoro sarà estremamente importante perchè solo in questo momento si avranno i primi segnali di aggregazione del gruppo. Durante il ristoro i partecipanti discuteranno liberamente dell’esperienza fatta, sui risultati ottenuti, si complimenteranno del successo ottenuto o si lamenteranno dell’insuccesso. Il calo di energia ed un generale rilassamento innescheranno naturalmente le prime dinamiche di gruppo caratterizzate dalla condivisione dell’esperienza appena vissuta.
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3. TRAINING

  • 3.1 La scelta del leader

    La forza di una squadra è fondata sulla leadership, pertanto è indispensabile individuare il leader del gruppo, il quale potrà, in collaborazione con tutto il team, nominare i suoi luogo tenenti e di conseguenza tutta la catena di comando. Tale attività è funzionale alla sviluppo e gestione della delega.

 

  • 3.2 Briefing Mission One

    La missione potrà prevedere la divisione del gruppo in due o più squadre alleate, le quali si divideranno obiettivi secondari per poi convergere verso l’obiettivo finale. Attraverso questa fase di training verranno date informazioni utili per quanto concerne la gestione e l’organizzazione delle unità, senza effettivamente dare consigli operativi, così da stimolare il dialogo e la condivisione delle idee tra i partecipanti, aiutandoli ad immedesimarsi nei loro ruoli.

     

    • 3.2.1 Briefing strategico

      Il leader e i suoi luogotenenti decidono come dividersi gli obiettivi secondari ed i metodi di comunicazione e coordinamento degli spostamenti delle due squadre. Tale attività è utile a sviluppare lo spirito organizzativo, di condivisione e di delega.
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    • 3.2.2 Briefing tattico

      Il leader e i suoi luogotenenti illustrano successivamente, ciascuno alla propria squadra, gli obiettivi secondari concordando con i rispettivi uomini le tattiche migliori per il raggiungimento degli obiettivi e scegliendo tutti insieme la tattica migliore. Inoltre informano le singole squadre delle strategie di coordinamento che sono state elaborate nella fase di briefing strategico. Anche questa attività è funzionale alla condivisione degli obiettivi, all’assunzione delle responsabilità, alla visione condivisa del progetto complessivo.
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  • 3.3 Mission One - Game Is Now

    Proponendo un obiettivo difficile ma non impossibile, nella struttura di gioco si renderà indispensabile la suddivisione dei compiti ed il coordinamento tra i gruppi (dall’incursione, alla sicurezza, al supporto). Il risultato sarà probabilmente di gran lunga migliore rispetto a quello ottenuto in precedenza, motivando maggiormente i partecipanti e rendendoli fieri di come abbiano lavorato insieme.

 

  • 3.4 Debriefing Mission One

    In questa delicata fase verranno analizzati gli errori e le scelte vincenti congiuntamente a tutto il gruppo, verranno ascoltati i contributi di tutti i partecipanti con l’obiettivo di raccogliere la maggior quantità d’informazioni utili sulle dinamiche dell’operazione appena conclusa. Questa parte è estremamente importante perchè è propedeutica alla fase di apprendimento. L’assunto è ANALISI = APPRENDIMENTO e APPRENDIMENTO = CRESCITA. Una volta raccolte le esperienze di gioco di tutti partecipanti, i leader saranno in grado di elaborare una strategia migliore per la missione successiva.
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4. Improvement

  • 4.1 Il miglioramento

    In questa fase verranno ripetute le strutture organizzative viste durante la Mission One, il valore aggiunto della nuova missione risiede nelle esperienze maturate dai singoli partecipanti, dalla capacità che i giocatori hanno dimostrato nel trasmettere le loro esperienze e dalla capacità di ascolto dei leader durante la precedente attività di debriefing.

     

  • 4.2 Briefing Mission Two – Briefing Strategico – Briefing Tattico

    Viene replicato il modello elaborato durante la Mission One.

     

  • 4.3 Mission Two

    La missione avrà i medesimi obiettivi della Mission One ma differenti potranno essere le strategie e la tattiche adottate dai partecipanti, arricchiti ormai dalle esperienze di gioco maturate nella giocata precedente e del relativo debriefing.

     

  • 4.4 Debriefing Mission Two

    Anche questo debriefing verrà svolto con le medesime modalità del primo. Verranno evidenziati i miglioramenti scaturiti dalle esperienze vissute durante la Mission One, condivise durante il debriefing ed elaborate dai leader durante il briefing della Mission Two. Tutti i giocatori verranno resi partecipi e consapevoli dei progressi fatti grazie al coordinamento del lavoro in team (nelle differenze tra i risultati delle tre Mission).

     

5. TEAM BUILDING

  • 5.1 Analisi del percorso formativo

    Cosa è successo durante le tre Mission: individualismo – squadra – apprendimento – miglioramento.

     

  • 5.2 Traduzione dell’esperienza dal Softair all’azienda

    Analisi dei rischi, individuazione del leader, delega e responsabilità, condivisione degli obiettivi, responsabilità, analisi ed apprendimento, miglioramento continuo, riconoscimenti ed incentivi.

     

  • 5.3 Feedback

    Tutti i partecipanti compileranno un questionario di gradimento dove verrà chiesto cosa hanno ottenuto dal corso, come giudicano l’esperienza e se il corso ha risposto alle loro aspettative evidenziate nel questionario “Expectations”.

     

  • 5.4 Il riposo del guerriero

    Al termine della giornata di formazione tutti i giocatori parteciperanno alla cena di fine corso che rappresenterà il momento di aggregazione più alto della giornata. E’ da questo momento che i partecipanti porteranno a casa il maggior valore: il team sarà costituito e al suo interno si sarà creata la naturale gerarchia; queste relazioni verranno naturalmente riportate poi anche in azienda.

     

  • 5.5 Recall

    Quindici giorni dopo la chiusura del corso i partecipanti avranno un colloquio individuale con il nostro formatore tendente a capire quanto sono riusciti a portare in azienda dell’esperienza fatta, cosa è cambiato sul lavoro dopo l’esperienza, ostacoli e facilitazioni al cambiamento.

     

  • 5.6 Report

    All’azienda committente verrà consegnato un rapporto che evidenzierà il percorso fatto dal team: dalle aspettative ai risultati. Il rapporto sarà completato con gli elementi facilitanti e gli ostacoli al lavoro in team emersi durante i colloqui individuali.

     

6. WEB MARKETING

  • 6.1 Social Marketing

    Prima del suo inizio l’evento formativo sarà pubblicizzato on-line attraverso i principali social network (Facebook, Twitter, Google+ ecc.).

     

  • 6.2 Viral Marketing

    Le fasi salienti del percorso formativo verranno documentate con video caricati su Youtube e foto sui social, tutti in condivisione.

     

  • 6.3 Buzz Marketing

    Tutti i partecipanti verranno “taggati” sui video e le foto presenti in rete, verranno invitati a lasciare i propri commenti ed impressioni.

     

  • 6.4 Word of Mouth

    Tutte queste attività sono finalizzate a generare il fenomeno del passaparola attorno all’iniziativa formativa dell’azienda. L’obiettivo è quello generare valore per l’azienda sia in termini di visibilità che di reputation. Al termine della campagna saranno disponibili i dati delle visualizzazioni ottenute. Tutto ciò che viene caricato sul web è per sempre, ciò consentirà anche in futuro il monitoraggio periodico delle visualizzazioni ottenute dal materiale messo on-line.

     

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